Categoria : SOCIETA'

Coltivatori grano in rivolta

Scritto da Roberto Rizzo

Società

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La guerra del grano, ovvero la protesta dei produttori di frumento contro la caduta dei prezzi e l'invasione di import straniero, sale di tono. Dopo le mobilitazioni locali dei giorni scorsi, Coldiretti ha portato ieri migliaia di produttori e trattori in diverse piazze italiane, con fulcro a Bari dove si sono radunati 5.000 agricoltori. Ma proteste si sono svolte anche a Termoli, Palermo e Potenza. 

Ieri la Cia-Agricoltori italiani e Confagricoltura avevano organizzato sit-in e presidi in varie localita' e il presidente della Cia, Dino Scanavino, aveva minacciato lo sciopero della semina se le quotazioni non torneranno su valori equi. Ed e' anche botta e risposta tra Coldiretti, che ribadisce il primato di qualita' del grano italiano, e Aidepi, Associazione delle Industrie del dolce e della pasta italiane che invece sottolinea la necessita' dell'import di grano estero di qualita' per 'dar forza' a quello italiano che si attesta su livelli proteici bassi.

Pieno sostegno ai 5000 coltivatori che a Bari hanno manifestato viene dal deputato e commissario di Forza Italia per Bari e provincia, Francesco Paolo Sisto,e dalla deputata pugliese del Pd. Liliana Ventricelli. Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato altri interventi dopo i 10 milioni di euro stanziati la scorsa settimana per il piano cerealicolo nazionale,sottolineando che "serve piu' trasparenza nella formazione del prezzo e un piano concreto per favorire il grano 100% italiano di qualita'".

Intanto la Confagricoltura denuncia:"Il prezzo del grano  e' sceso ai livelli di trent'anni fa: solo nell'ultimo anno si e' praticamente dimezzato. In piu' la beffa di trovarci nella situazione che il prodotto nazionale e' pagato meno di quello importato, che aumenta sempre di piu' (+54% in quantita' negli ultimi tre anni). E mentre giunge il grano straniero, quello made in Italy viene esportato a basso prezzo nell'area del Mediterraneo".