Categoria : POLITICA

Appalto rifiuti: Stacca, comportamento amministrazione rispettoso legge

Scritto da Felice Moramarco

Politica

mariostacca.jpgIl sindaco di Altamura Mario Stacca spiega in una nota l'iter a cui si e' giunti alla decisione di indire un appalto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della durata di un solo anno.  

Il vecchio contratto decennale con la Tradeco scade il 17 febbraio e l'amministrazione non si è fatta trovare pronta con il nuovo appalto che dovrà individuare l'impresa che assumerà la gestione per nove anni, come deliberato dal consiglio comunale nella seduta del 19 gennaio scorso. Così Stacca ha deciso di prendere la strada di un nuovo appalto più breve escludendo la possibilità di una proroga di quello vecchio. L'accusa mossa al sindaco e alla sua amministrazione dalle opposizioni, ma anche da esponenti di primo piano della maggioranza di centrodestra è di essere giunti impreparati alla scadenza.  

"Già dal giugno 2011 - spiega - il sottoscritto sollecitava, per l'ennesima volta, l'Aato (l'Ambito territoriale ottimale) rifiuti Bari 4 in ordine alla scadenza del contratto del Servizio di igiene urbana del Comune di Altamura, rappresentando allo stesso, che avrebbe provveduto a bandire in proprio il Servizio. In data 20 luglio 2011 veniva illustrato a tutti i Consiglieri comunali da parte del dottor Attilio Tornavacca, direttore dell'Esper (Studio per la pianificazione ecosostenibile dei Rifiuti ndr) il progetto della Raccolta integrata dei rifiuti urbani ed assimilati. In data 10 agosto 2011 - continua il primo cittadino altamurano - la Giunta, con delibera numero 104, approvava il 'progetto preliminare per Raccolta integrata dei Rifiuti urbani ed assimilati' inviato, per posta elettronica a tutti i consiglieri comunali ed assessori, con preghiera di far pervenire nel più breve tempo possibile osservazioni o proposte di modifica da utilizzare per la stesura del progetto definitivo per il bando della Raccolta dei Rifiuti solidi urbani del Comune di Altamura. In data 2 settembre 2011 sollecitavo al Presidente della I commissione, Nicola Loizzo, a voler dare priorità massima nell'esame della proposta 'de qua' relativa all'approvazione del citato progetto. Ulteriore comunicazione di sollecito alla Commissione venivano inoltrate dal sottoscritto nei successivi mesi, ultima della serie in data rispettivamente il 14 e 20 dicembre 2011".

In particolare, con quest'ultima sollecitazione, Stacca spiega di aver chiesto al Presidente del Consiglio comunale di estendere a tutti i capigruppo l'invito a voler partecipare ai lavori della I commissione al fine di esaminare la proposta di consiglio comunale 87 del 2011.

"In data 19 gennaio 2012 - prosegue Stacca - la massima Assise consiliare, pur approvando la delibera ut (come ndr)  sopra citata, con emendamento a firma del Presidente della I Commissione e di altri consiglieri, sostanzialmente apportavano modifiche alla stessa deliberazione numero 1, pubblicata il 9 febbraio 2012. Pertanto chiedo a chi ha lumi e ragione come si possa materialmente predisporre una gara d'appalto, così complessa e difficile, tanto per l'aspetto tecnico quanto per quello economico (si parla di una valore intorno ai 70 milioni di euro, ndr) in un lasso di tempo ristretto e limitato, peraltro nelle more dell'adeguamento del progetto alle richieste provenienti dai consiglieri comunali avanzate nella stessa Assise, ed approvate sotto forma di emendamento".

Secondo Stacca, considerata la situazione, il dirigente comunale ha bandito un'opportuna gara urgente per garantire il servizio, "in quanto le proroghe 'sine die' così come avvenute dal 2000 al 2002 non sono in linea con le prescrizioni di legge e con le direttive comunitarie, né il sottoscritto ha mai inteso dare opportuni indirizzi al dirigente in tal senso, così come invece ha fatto la stragrande maggioranza dei rappresentanti comunali viciniori".

"Chi lamenta l'esiguità dei tempi a disposizione e la scelta della procedura per questa gara - conclude Stacca - potrà leggere le motivazioni adeguatamente illustrate nell'alveo della determina dirigenziale 135 del 2012, laddove a tutti gli altri che per sport trovano cavilli o facciano sorgere tsunami in un bicchiere d'acqua, minacciando verifiche o crisi inesistenti, ribadisco che il mio amministrare è sempre stato improntato al rispetto dapprima delle norme della Costituzione e poi della legge e che le contestazioni infondate erano solo sottese 'forse' a fare ottenere proroghe ingiustificate e contra legem del servizio".