Categoria : ECONOMIA

Natuzzi-sindacati, accordo sembra un pò più vicino ma ottimismo è cauto

Scritto da Pasquale Dibenedetto

Economia

c_150_100_15658734_00_images_2009_IMG_2257.jpgDa un lato l'azienda parla di "sostanziale condivisione dell'impianto generale" del piano industriale "da parte delle organizzazioni sindacali presenti". Dall'altro la Feneal Uil sottolinea che "le posizioni sono ancora lontane, ma se vogliamo provare a vedere il bicchiere mezzo pieno, allora vale la pena di sottolineare che sembrerebbero scardinati alcuni presupposti sui quali non pareva possibile neanche avviare una discussione. Invece, pur di fronte ad una sorta di nulla di fatto, qualcosa si è mosso”.

Questo il bilancio dei due giorni di incontri tra le parti sociali, svoltisi a Bari nella sede di Confindustria, tra i rappresentanti della Natuzzi Spa e i rappresentanti nazionali e territoriali dei lavoratori per "la definizione - come scrive l'azienda di Santeramo in Colle - di un sentiero condiviso che possa portare in breve all’intesa finale sull’evoluzione dell’Accordo firmato in data 10 ottobre 2013, che aveva dato il via al Piano Industriale del Gruppo in Italia".
Il Gruppo Natuzzi, dopo aver presentato nei particolari il nuovo assetto industriale del polo Italia, ha registrato anche "la disponibilità a discutere più in dettaglio di un elemento come la riduzione del costo del lavoro: un impegno condiviso tra le parti nell’Accordo di ottobre 2013 e cruciale per la sostenibilità del piano".
Le parti si sono date appuntamento al prossimo 13 gennaio nella sede di FederlegnoArredo a Roma, per giungere ad una sintesi delle rispettive posizioni. L’azienda fa nuovamente "appello al senso di responsabilità di tutti gli attori della trattativa affinché si trovino rapidamente soluzioni condivise per il recupero della competitività, salvare il più possibile l’occupazione nel territorio e nel contempo riportare l’azienda in condizioni di redditività".
Meno ottimista la posizione della Feneal Uil. Per Salvatore Bevilacqua, segretario generale, "qualcosa si è mosso ma le posizioni restano ancora molto lontane. Diciamo che ciascuno ha chiarito i propri punti di vista – spiega Bevilacqua – e alla fine abbiamo in qualche modo condiviso un percorso comune sui numeri da rispettare. L’obiettivo è ridurre il più possibile gli esuberi ed al tempo stesso cercare di ampliare la platea dei contratti di solidarietà. Naturalmente le nostre proposte sono ancora al vaglio dell’Azienda. Per questo, in attesa di una risposta, abbiamo convenuto di rivederci a Roma martedì 13 gennaio. In quell’occasione ognuna delle parti - annuncia - porterà le proprie conclusioni con l’obiettivo di trovare un punto d’intesa. Ovviamente abbiamo spiegato con molta chiarezza che un taglio dello stipendio non è ovviamente accettabile senza colpo ferire”.

Insomma, traspare un ottimismo che il segretario Feneal definisce “cauto, molto cauto”: “E’ presto per tirare conclusioni – commenta – ma il fatto che ci si riveda a stretto giro potrebbe voler dire qualcosa”. Se martedì dovesse esserci la “fumata bianca”, il passo successivo sarà portare le conclusioni al vaglio dei lavoratori, prima di procedere ad un eventuale accordo.

L’Azienda definisce "importanti" i primirisultati fino a ora raggiunti "grazie alla prosecuzione del piano di trasformazione dell’assetto produttivo negli stabilimenti italiani del Gruppo, basato sull’implementazione della Lean-Manufacturing".
Risultati che si sono concretizzati "in un sensibile miglioramento della produttività nelle fabbriche, in un incremento del fatturato durante il terzo trimestre del 2014 e in un aumento del flusso ordini che, nel terzo trimestre dell’anno, è cresciuto del 6% rispetto allo stesso periodo del 2013, confermando la bontà e l’efficacia della strategia messa in campo da Natuzzi". L’obiettivo del Gruppo, quindi, "è quello di completare l’estensione delle logiche e dei principi della Lean-Enterprise in tutti gli stabilimenti italiani, per massimizzare il valore della catena produttiva, riducendo al minimo gli sprechi, grazie all’innovazione dei processi e dei prodotti".  
In questo contesto, Natuzzi ha confermato l’intenzione di ridurre "gli esuberi strutturali dai 1.506 dipendenti definiti in data 10 ottobre 2013 a 623, che rimarrebbero in Cassa Integrazione a zero ore, grazie al trasferimento all’interno del perimetro industriale italiano di Natuzzi, alle condizioni di costo di trasformazione previste dal Business Plan, di una parte importante di sedute della linea di prodotto Natuzzi Editions, realizzate attualmente negli stabilimenti esteri del Gruppo".   
Il nuovo organico in Italia sarebbe composto da 1.711 dipendenti (dagli attuali 2.334), per i quali (operai e impiegati) l’evoluzione dell’Accordo prevedrebbe, come dichiarato dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’applicazione del Contratto di Solidarietà.
Gli obiettivi indicati dall'azienda sono: recupero produttività e sensibile riduzione del costo del lavoro.