Categoria : ECONOMIA

Vertenza Natuzzi: minoranza Cgil, lavoratori non sono buoi da portare in fiera

Scritto da Pasquale Dibenedetto

Economia

"A quelli che in questo periodo sono alla spasmodica ricerca del padrone buono, disposto a dar vita alle tanto evocate New Co., diciamo che i lavoratori non sono buoi da portare in fiera sperando che qualcuno li compra, offrendogli per giunta un incentivo di 101 milioni di euro". Lo affermano Felice Dileo, Giovanni Rivecca    e Francesco Maresca, sindacalisti della Cgil rispettivamente di Bari,
Matera e Taranto, componenti della minoranza 'Sindacato è un'altra cosa' della Cgil, riguardo alla vertenza Natuzzi per la quale nei giorni scorsi si e' registrato un rinvio del 'tavolo' convocato per il 14 luglio facendo insorgere forti preoccupazioni sul rilancio dell'azienda e sulla tutela dei posti di lavoro.
"E’ dal 1996, con il Contratto di programma “Progetto 2000”, che portò nelle casse della Natuzzi 311 miliardi di vecchie Lire, passando per i vari provvedimenti di Cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e arrivando all’Accordo di programma 2013 - ricordano - che Istituzioni e sindacati confederali firmano protocolli come se fossero abiti da adattare ad ogni misura e volontà dell’azienda santermana. Adesso, francamente, riteniamo sia giunto il momento di cominciare ad adottare disposizioni favorevoli ai lavoratori".
Se successi sono stati raggiunti dalla fondazione nel 1959 a oggi, spiegano, "il merito è anche dei lavoratori e non vanno omesse altre considerazioni: dopo anni di sacrifici e sudore, qual è lo status dei capi e quadri aziendali? Quale, invece, quello di operai e impiegati? Le loro condizioni di salute? Il loro stato patrimoniale? Le prospettive per il futuro?".
Per questi motivi i tre sindacalisti ritengono che la manifestazione autorganizzata per il 22 luglio dai lavoratori della Natuzzi, per dire No agli esuberi e conseguenti licenziamenti, "sia legittima e condivisibile. L’area sindacale 'Il sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil' sarà al loro fianco, come sempre".

Quindi, il messaggio inviato alle altre parti sindacali è: "anziché continuare in questo grottesco peregrinare, ritirassero piuttosto la firma dagli Accordi del 10/10/2013 (gli stessi che, per intenderci, formalizzano per la Natuzzi più di 1500 esuberi e solo una parte di questi riassorbibile nella nuova società) e si unissero alla lotta delle maestranze, per non consegnare un territorio desertico e mortificato alle generazioni future".