La prossima estate potrebbe portare frutti

Scritto da Marta Loiudice

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In estate l’intento della maggioranza degli “esseri umani” è quello di rigenerarsi con sole, mare, aria aperta, e divertimento.
Si potrebbe pensare, però, a considerare questo periodo anche come “fucina” d’idee. Magari utilizzare lo stress accumulato durante l’inverno come carburante, miccia, fuoco, per accendere “cambiamenti”, “risvolti” che sappiano meravigliare, appassionare.
Quindi, dimostrare al mondo che non esistono solo incendi che devastano migliaia di ettari di terra, lasciando vuoto, sterilità e tragedie, ma esistono anche altri tipi di fuoco.
Ed è così inspiegabile, il fatto che, essendo gli esseri umani una specie evoluta ed intelligente, sia anche l’unica specie tra gli animali capaci di autodistruggersi e di farsi guerra, tutte qualità che non fanno onore alla “specie più evoluta”.
La “specie più evoluta”, quindi deve escogitare qualcosa per portarsi in superficie, per migliorarsi.
Perché, allora non approfittare dei periodi in cui la mente può spaziare più facilmente, così da allenare il pensiero a ragionare costruttivamente e attivamente? 
E forse così, in un futuro prossimo, quando la terra sarà popolata da quei bambini, ormai adulti, cresciuti tra i roghi appiccati, tra la priorità del cemento a discapito degli alberi, si potrà auspicare ad un cambiamento.
Gli adulti di quel futuro spiegheranno che la forza della natura vince sempre, che gli alberi sono bellezza, e che le distese appiccate portano alla sterilità, inoltre, racconteranno dell’inutilità di una razza superiore e dell’importanza di accogliere e condividere storia e culture per crescere.
E solo quando gli uomini del prossimo futuro saranno capaci di essere un’unica specie, in grado di intendersi e non di contendersi, accendendosi di passioni e di idee, allora come la fenice, sapranno rinascere dalle ceneri di quei roghi dolosi, iniziando un nuovo cammino su quelle arse distese, su cui teneri e sottili fili d’erba si affacceranno a nuova vita.