Italia deferita da UE per 44 discariche irregolari: 23 in Basilicata, 5 in Puglia

Scritto da Pasqua Disabato

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L’Italia è stata deferita dalla Commissione europea alla Corte di giustizia per non aver provveduto alla bonifica o alla chiusura entro i termini previsti 44 discariche, delle quali 23 si trovano in Basilicata, 11 in Abruzzo, 5 in Puglia, 2 in Campania e 3 in Friuli Venezia-Giulia.
L’Italia era stata condannata già altre due volte: nel 2007 per circa 300 discariche irregolari e nel 2014 per 198 casi. La multa complessiva da pagare ammonta a 42 milioni di euro all’anno. In più, secondo la sentenza di condanna, si sarebbe dovuto versare una penalità semestrale per i ritardi nelle mancate bonifiche, a partire da un importo iniziale di 42 milioni e 800mila euro. Delle 198 discariche del 2014 ne restavano da sanare attualmente circa 100.
Rispetto alle sanzioni già pagate dall’Italia, al 21 marzo 2017 il nostro Paese ha versato all’Unione europea 329 milioni di euro, di cui 141 per la sentenza “discariche abusive” e circa 270 per sanzioni relative ad altri danni ambientali.
La Commissione ha inoltre inviato una richiesta di parere motivato per la mancata conformità delle reti fognarie dei centri urbani con un “carico” di acque reflue equivalente a più di 2.000 abitanti. Si tratta di 758 “agglomerati”, che secondo le norme europee includono centri come Bergamo, Roma, Firenze, Bari, Pisa, una parte di Napoli. In tutto sono 18 le regioni coinvolte. La situazione peggiore si registra in Calabria, Campania e Sicilia. Secondo quanto risulta alla Commissione, la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Bolzano, che figuravano nell’elenco, hanno regolarizzato la propria posizione.