Incremento dei consumi di frutta e verdura in Puglia

Scritto da Federica Scaccia

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In Puglia, soltanto nei primi due mesi del 2017, è stato registrato un incremento del 4% riguardante i consumi di frutta e verdura.
Un dato che dimostra come, nonostante i disagi creati dal maltempo e dal gelo di gennaio, i consumatori non si siano scoraggiati, preferendo frutta e ortaggi come prima, e anche di più.
Questi dati sono stati confermati anche dai Mercati di Campagna Amica, che in Puglia hanno ottenuto grande successo.
Secondo quanto rilevato, attualmente in Puglia una famiglia composta da due/tre componenti, spende in media 74 euro per ortaggi e frutta e, considerato che la spesa totale per i consumi alimentari ammonterebbe a circa 419 euro, i risultati sono piuttosto soddisfacenti.
Afferma a tal proposito Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia: “Risultati che confermano la grande opportunità offerta ai consumatori pugliesi di acquistare frutta, verdura e altri prodotti della dieta mediterranea considerati indiscutibilmente essenziali per garantire una buona salute e un importante elemento di crescita delle giovani generazioni. Vanno letteralmente a ruba melanzane, zucchine, pomodori, insalate croccante e lattuga, aglio a trecce e cipolla rossa, arance e mele tutto l’anno, albicocche, pesche e nettarine, i pomodorini da utilizzare in casa o fuori, poco amata la verza.Grande diffusione delle vaschette di frutta già tagliata e sbucciata, pronta all’uso senza doversi “sporcare le mani” e da gustare come snack rompi-digiuno durante la giornata o come risparmia-tempo. L'aumento del consumo di insalate e ortaggi già pronti all’uso, riflette i cambiamenti in atto nella struttura stessa delle famiglie e nelle abitudini, dovute al maggior numero di donne lavoratrici e alla crescita del numero dei single”.
Anche i dati riguardanti le esportazioni dell’ortofrutta made in Puglia sono piuttosto confortanti: più di 750mln di euro di prodotto esportato sui mercati internazionali.
La Puglia infatti esporta non soltanto verso la Germania, ma anche verso altre realtà come Tunisia, Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania e Grecia. Secondo ISMEA, risulta essere al primo posto fra le varie regioni italiane in quanto a numero di aziende ortive in piena area, quindi ortaggi non coltivati in serre, seconda dopo la Sicilia per frutteti, e terza per i legumi e vanta infine ottimi risultati anche riguardo il settore fruttifero, in particolare pesche, uva da tavola e agrumi.