Consiglio regionale Basilicata, si a legge di stabilità regionale 2017

Scritto da Pasqua Disabato

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Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con 14 voti favorevoli e 5 contrari la “Legge di stabilità regionale 2017”. La manovra finanziaria ammonta a circa 3 miliardi e 200 milioni di euro al netto delle partite di giro. Anche quest’anno si prevede una forte contrazione dei trasferimenti statali: quasi 52,5 milioni di euro in meno, a cui si aggiungerà una riduzione delle royalties relative alle attività petrolifere pari a circa 40 milioni di euro. Complessivamente sul bilancio della Regione per il 2017 sono previsti tagli per 90 milioni di euro.
Le principali allocazioni finanziarie riguardano come sempre il settore sanitario, per il quale si prevede nel 2017 uno stanziamento complessivo di 1 miliardo e 121 milioni. Per il rafforzamento delle strutture sanitarie si prevede tra l’altro il rifinanziamento (già previsto nel 2015 ma non attuato) delle infrastrutture necessarie per la radioterapia all’ospedale di Matera che rientra nel rafforzamento della rete interaziendale di radioterapia oncologica, e del piano straordinario per l’adeguamento del polo riabilitativo di Maratea.
Le altre principali allocazioni finanziarie riguardano lo sviluppo economico, la tutela del territorio e dell’ambiente, i trasporti, le politiche del lavoro e la formazione professionale, oltre alle politiche sociali, all’assetto del territorio e dell’edilizia abitativa. Anche l’agricoltura, l’istruzione e il diritto allo studio, il turismo con la tutela dei beni e delle attività culturali rientrano nella legge di stabilità.
Il presidente della Regione, Marcello Pittella, a margine della riunione ha evidenziato che la manovra contiene "interventi robusti, anche considerando che le risorse di cui potrà disporre la regione vedono circa cento milioni in meno, tra minori trasferimenti e minori proventi del petrolio". La manovra, infatti, risente di una forte contrazione dei trasferimenti statali: infatti ai circa 52,5 milioni di euro in meno deve aggiungere una riduzione dei proventi delle estrazioni petrolifere di quasi 40 milioni di euro, collegata alla sospensione delle attività nel Centro oli di Viggiano.