Cesareo non eseguito a causa di un bisticcio tra medici.

Scritto da Ilaria Morgese

IN EVIDENZA

c_800_607_15658734_00_images_Ospedale-2.jpg
BARI - Non sarebbe stato eseguito in tempo il cesareo ‘urgente’ ordinato dai medici nell’ospedale barese ‘Di Venere’. Siamo nel reparto di ginecologia, il 30 aprile 2016, quando una giovane donna di 36 anni, viene ricoverata dopo aver vissuto una gravidanza senza particolari problemi. Una sofferenza fetale, nelle ore successive al ricovero, sarebbe stato il motivo per il quale i medici presenti avrebbero optato per un cesareo d’urgenza. Innanzitutto, all’epoca dei fatti, si decise di usare una sala operatoria diversa da quella normalmente utilizzata dai ginecologi. Ed è qui che pare sia nato il problema, perché in quella stessa sala stava sopraggiungendo un’altra paziente dell’ospedale che doveva essere sottoposta ad un intervento di appendicite. I medici a capo delle equipe presenti, avrebbero cominciato a discutere su quale delle due pazienti avrebbe dovuto avere la precedenza sull’altra per l’intervento e tra un bisticcio e l’altro, si sarebbe persa la consapevolezza di quello che stava per accadere. Secondo gli inquirenti, il cesareo sarebbe stato eseguito circa un’ora e mezza dopo, tempo sufficiente perché la piccola rimanesse strozzata dal suo stesso cordone ombelicale. Anche l’ospedale, allora, avviò un’indagine interna. Sono queste le dinamiche dell’accaduto svelate sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno, alle quali sono giunti i Nas di Bari dopo mesi di indagini serrate. La Procura di Bari, all’epoca dei fatti, aveva già inviato un avviso di conclusione delle indagini per concorso in omicidio colposo a otto persone fra medici e infermieri ma, l’ipotesi della lite tra i medici in loco, potrebbe far sì che l’indagine coinvolga altre persone, ritenute responsabili del terribile accaduto.